Hai mai sentito parlare dell’umanesimo digitale?

L’Umanesimo Digitale punta al recupero della centralità dell’uomo rispetto alle macchine e alla tecnologia, per avviare una “rinascita” della cultura, delle relazioni e della moralità.

In altre parole lo scopo della tecnologia è quello di migliorare la vita dell’uomo e non essere fine a se stessa o assoggettata a obiettivi manipolatori, riconoscendo la specificità dell’essere umano e delle sue capacità, servendosi delle tecnologie digitali per accrescerle e non per limitarle.

Esso non converte l’essere umano in una macchina, né investe le macchine del ruolo di “esseri umani” ma si si pone in una condizione di equilibrio, considerando l’impiego della tecnologia a servizio dell’uomo e dei suoi bisogni.
Questo vale non solo nell’ambito della produzione e dell’economia ma anche nei campi della medicina, della ricerca e di tutte le attività che contribuiscono al benessere sociale.

L’Umanesimo Digitale, sulla scia della corrente culturale da cui ha ereditato il nome, posiziona l’uomo al centro dell’universo come artefice del proprio destino ed allo stesso tempo accoglie la tecnologia digitale, comprendendone adeguatamente limiti e potenzialità.

L’essere umano ha imparato a convivere con le tecnologie digitali al punto tale di considerarle un’estensione del se’ percepito diventtando parte integrante del nostro lavoro, del nostro tempo libero, delle nostre relazioni, del nostro modo di vivere

La rivoluzione digitale non distruggerà il mondo del lavoro, ne trasformerà inevitabilmente le modalità.
Le macchine sostituiranno gli uomini nello svolgimento di compiti gravosi, ripetitivi, frustranti, di facile esecuzione, mentre gli esseri umani avranno il compito di gestire le mansioni più complesse, quelle difficilmente automatizzabili.
L’Umanesimo Digitale si assume la sfida di configurare la digitalizzazione in modo tale che essa possa contribuire all’umanizzazione del mondo rendendolo un posto migliore.